Domande importanti


QUANDO SAPPIAMO DI ASPETTARE UN BIMBO. COSA DOBBIAMO FARE?

La Chiesa prevede una particolare benedizione per le madri prima del parto. Se la mamma la desidera, puoi chiederla ai cappellani dell’ospedale o al tuo Parroco, che volentieri verranno ad impartirla.
Chiedi al tuo Parroco o a un sacerdote la benedizione prima del parto.

Preghiera

Signore, ti ringrazio per la nuova vita, che sento crescere dentro di me.
Questa presenza mi fa vedere persone e cose in modo diverso, mi riempie di tenerezza e di ammirazione per il mistero della tua opera creatrice, che continua attraverso la mia persona.

Sono felice di essere donna e madre. Veglia, ti prego, sulla mia creatura, che tu già vedi e conosci. Aiutami a percepire il suo fruscìo, lieve come una carezza, e permettimi di sognare i lineamenti del suo volto, il colore degli occhi e dei capelli.

O Padre, aiutami a conoscere in profondità la creatura che mi hai donato, affinché io possa accompagnarla, con il mio sposo, nelle tappe della vita.
Aiutami a sopportare le fatiche della gravidanza e la paura del parto, e che io possa sentire sempre la tua Provvidenza.

Maria, coraggiosa e tenera, mi sia accanto in questo tempo di attesa, e mi aiuti ad accogliere questa creatura con lo stesso amore con cui lei ha accolto Gesù. Amen.


QUANDO MI NASCE UN BIMBO. COSA DEVO FARE?

Ogni vita umana merita stupore, meraviglia, riflessione. Ogni bimbo che nasce è dono di Dio, nato dall’amore degli sposi. La Chiesa ha grande rispetto per il tempo della gravidanza e circonda di preghiere la madre ed il nascituro. Quando incontri una donna che attende un bimbo, unisciti al coro della Chiesa per lodare il Signore per la vita nascente. Ancor di più, lodalo se sei tu a diventare madre (o padre).

Preghiera

O Signore, creatore e Padre, ti ringrazio per avermi donato un figlio. Ricevi per le mani di Maria il mio ringraziamento e la mia supplica: preserva la mia creatura da ogni male, e aiuta me ad accompagnarlo nel cammino della vita, fino a giungere un giorno, insieme, finalmente beati, nella tua casa. Amen.


È Tradizione che nelle nostre parrocchie si suonino le campane quando un bimbo nasce. Porta al parroco questa notizia bella, ed egli farà suonare le campane per tuo figlio, alle ore 11.00.
Chiedi al Parroco il battesimo per tuo figlio: lo rendi partecipe dei doni di Dio: lo rendi figlio di Dio; gli doni la grazia santificante; gli doni la vita eterna; lo rendi membro della Chiesa.


QUANDO UN MALATO DI CASA SI STA AGGRAVANDO. COSA DEVO FARE?

Sei un cristiano, accanto ad un altro fratello cristiano che soffre. Se puoi, prega per lui e con lui. Aiutalo a comprendere il valore sacro della sua situazione. Aiuta i familiari con parole di speranza.
Se qualcuno di casa sta morendo, non attendere la sua morte per chiamare il sacerdote. Permettigli di essere il più possibile vigile (non sotto l’effetto dei narcotici), affinché possa vivere un incontro – forse l’ultimo – con Dio.
La sua coscienza ha forse bisogno di ottenere la misericordia di Dio con l’ultimo perdono del Signore: non impedirgli di morire in pace con Dio, con la Chiesa, con i familiari.
L’incontro di preghiera (assieme al conferimento dei sacramenti che il sacerdote riterrà necessari) lo può aiutare a camminare più sereno e più saldo sulla via dura della sofferenza.


QUANDO QUALCUNO SI AMMALA NELLA MIA CASA. COSA DEVO FARE?

Prega per lui e chiedi a Dio che il medico lo aiuti donandogli la cura più adeguata al suo stato di malattia.

Preghiere

Signore Gesù, che durante la tua vita terrena sei passato facendo del bene a tutti, guarda e abbi compassione di questo mio malato. Aprigli le porte del cuore perché si senta amato, e non solo curato da me. Donagli la tua luce, perché possa affrontare questo momento grave, circondato dai suoi cari e con il conforto della fede. Amen.

Signore Gesù, ti adoro e ti ringrazio per la fede che mi hai dato nel Battesimo. Tu sei il Figlio di Dio fatto uomo, tu sei il Messia Salvatore. Come l’apostolo Pietro t’invoco: “Non c’è sotto il cielo altro nome dato agli uomini nel quale possiamo essere salvati”. Ti supplico, guarisci, Signore Gesù, questo mio caro per il potere delle tue piaghe gloriose, per la tua croce, per il tuo preziosissimo sangue e per la tua gloriosa risurrezione. Amen.

Preghiera

Signore, la malattia ha bussato alla mia porta, mi ha sradicato dal mio lavoro e mi ha trapiantato nel mondo dei malati. Questa dura esperienza, Signore, mi ha fatto toccare con mano la fragilità e la precarietà della mia vita.

Ho scoperto che cosa vuol dire dipendere, aver bisogno di tutto e di tutti … Ho provato la solitudine e l’angoscia… Signore, anche se è difficile, ti dico: aiutami a fare la tua volontà; ti offro la mia sofferenza; ricordati di me.

Benedici le persone che mi assistono, aiutami a guarire e infondi speranza in tutti coloro che soffrono con me. Amen.


QUANDO UN ANZIANO INFERMO, O UN MALATO DESIDERANO
LA COMUNIONE. COSA DEVO FARE?

Se qualcuno dei tuoi familiari è malato e desidera ricevere la S. Comunione:

  • Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) o le Suore (tel. 334.8440553).
  • Prepara una tovaglietta sul tavolo accanto al malato.
  • Prepara un crocifisso, un bicchier d’acqua e una candela da accendere.

 Per i malati, che non possono partecipare alla S. Messa, perché impossibilitati a muoversi dal proprio letto, nelle domeniche e solennità principali, a chi lo desidera, viene portata la S. Comunione.
Se sei accanto ad un malato e vedi un sacerdote (o altra persona incaricata) che sta distribuendo la S. Comunione, non disturbare quel momento sacro: viene portato il santo Sacramento dell’Eucaristia per il conforto e il sostegno della malattia.
Se invece puoi sostare, prega anche tu, adora interiormente la Presenza di Cristo nel Sacramento dell’Eucaristia. Ricorda: per un cattolico la partecipazione a questo Sacramento è “fonte” e “vertice” della propria vita di fede.
Ancor più significativa è la S. Comunione data al malato in grave pericolo di vita. Essa assume in quel contesto il carattere di Viatico, cioè di “Pane per la via”, la via che affronta la morte e conduce al Cielo.


QUANDO DESIDERO PER UN FAMILIARE, LA VISITA DEL PARROCO
IN OSPEDALE. COSA DEVO FARE?

Avvisa il Parroco (tel. 0432.84019).
Comunicagli l’ospedale in cui la persona è degente, e il reparto.


QUANDO DESIDERO LA BENEDIZIONE DELLA MIA CASA O LA VISITA
DEL MIO PARROCO. COSA DEVO FARE?

Contatta il Parroco (tel. 0432.84019).
Mettiti d’accordo con lui per l’orario in cui incontrarsi per il momento di preghiera e la benedizione.


QUANDO DESIDERO CONFESSARMI E RICEVERE LA MISERICORDIA DI DIO.
COSA DEVO FARE?

Ogni sabato nel pomeriggio, trovi un sacerdote in chiesa, disposto ad ascoltare la tua confessione.
Se non fosse in chiesa, cercalo nella sua abitazione a Basiliano (la canonica).
Mi preparo con un buon tempo di approfondimento della mia vita (questo approfondimento viene chiamato “Esame di coscienza”).

Dal Vangelo di Luca (15, 10-24)

Gesù disse: “Un uomo aveva due figli. Il più giovane disse al padre: Padre, dammi la parte del patrimonio che mi spetta. E il padre divise tra loro le sostanze. … Il figlio più giovane, raccolte le sue cose, partì per un paese lontano e là sperperò le sue sostanze vivendo da dissoluto. Quando ebbe speso tutto, in quel paese venne una grande carestia ed egli cominciò a trovarsi nel bisogno. Allora andò e si mise a servizio di uno degli abitanti di quella regione, che lo mandò nei campi a pascolare i porci. Avrebbe voluto saziarsi con le carrube che mangiavano i porci; ma nessuno gliene dava. Allora rientrò in se stesso e disse: Quanti salariati in casa di mio padre hanno pane in abbondanza e io qui muoio di fame! Mi leverò e andrò da mio padre e gli dirò: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Trattami come uno dei tuoi garzoni. Partì e si incamminò verso suo padre.
Quando era ancora lontano il padre lo vide e commosso gli corse incontro, gli si gettò al collo e lo baciò. Il figlio gli disse: Padre, ho peccato contro il Cielo e contro di te; non sono più degno di esser chiamato tuo figlio. Ma il padre disse ai servi: Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato. E cominciarono a far festa.

Preghiera per ottenere il dono del pentimento

Sii benedetto, o Padre, nel tuo infinito amore hai inviato tuo Figlio che ha salvato l’umanità, nascendo per opera dello Spirito Santo nel seno della Vergine Maria.

Ti prego, donami il tuo Spirito Santo perché da questa Confessione io esca rinnovato dalla tua grazia, la sola che mi può risollevare dalle mie infedeltà ed egoismi. Donami, o Padre, di ascoltare la voce dello Spirito che parla alla mia coscienza e mi ricorda i miei peccati.

Perdona i miei timori nel pregare, i tradimenti della fede, il disprezzo per i sacramenti, le bestemmie con le parole e gli atteggiamenti. Perdona i miei peccati contro la vita. Perdona il poco amore verso i poveri, i malati, gli anziani; perdona la mancanza di attenzione ai bisognosi, l’incapacità a compiere le opere di misericordia.

Perdona la mia durezza e le mie incoerenze verso i più giovani; le mie mancanze di esempio, la superficialità dei ragionamenti e delle scelte, che rallentano la loro crescita di uomini cristiani. Perdona la mia mancanza di dialogo e l’impazienza nella mia casa, nella mia comunità e sul posto di lavoro.

Concedimi, o Padre, che la mia memoria sia purificata dal male che riposa in fondo al mio cuore; aiutami a riconoscere le mie colpe, perché da questa mia umiltà il mondo impari a credere alla tua misericordia.

Alla mia supplica si unisce la voce di Maria, che implora il perdono di ogni suo figlio.

O Padre, per Cristo il Vivente, nello Spirito che santifica gli uomini, imploro la riconciliazione con la Chiesa -mia madre- che ho tradito, e da Te supplico il perdono e la pace. Amen.


QUANDO UN TUO FAMILIARE STA PER MORIRE. COSA DEVO FARE?

Dal Vangelo di Marco (6, 36)

Gesù, udito quanto dicevano disse…: “Non temere, continua solo
ad avere fede!”.

Interessati se ha ricevuto il Sacramento dell’Unzione degli Infermi. Chiama il Parroco (o il Cappellano ospedaliero, se è degente in ospedale), affinché colui, al quale non si può più restituire né la vita né la salute, sia almeno circondato dall’amore di Dio e dal Suo perdono eterno. Far morire un fratello in Grazia di Dio, è anche questo un segno d’amore nei suoi riguardi.

Non sta morendo un animale, ma una persona. Non è solo una massa muscolare, un insieme di cellule in decomposizione, ma una persona. Egli ha un bagaglio di storia e vicissitudini, di passioni e sofferenze, di affetti ed esperienze, di cultura e dignità, di religiosità, coscienza e convinzioni etiche, con un’intelligenza ed un’anima immortale.

Anch’egli fu bambino, giovane, adulto, capace di riflettere e decidere, padrone di sé, essere libero. In questo istante, sei tu che riconosci ciò che Egli è.


QUANDO UN MALATO STA PER “SPIRARE”. COSA DEVO FARE?

Interessati della presenza del sacerdote per una preghiera e per la benedizione al defunto. Se non può essere presente il sacerdote, anche tu puoi recitare la “Raccomandazione dei moribondi”, assieme ad altre preghiere di suffragio.

Preghiera per la raccomandazione dei moribondi

Quando il malato si sta aggravando il sacerdote, o un altro cristiano presente, possono recitare le Litanie dei santi, invocando da Essi l’aiuto per questo fratello che compie l’ultimo passaggio. Inoltre, si può recitare a voce alta questa preghiera che raccomanda al Signore questo fratello morente:

Preghiera.

Parti, anima cristiana, da questo mondo, nel nome di Dio Padre onnipotente che ti ha creato, nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo, che è morto per te sulla croce, nel nome dello Spirito Santo, che ti è stato dato in dono; la tua dimora sia oggi nella pace della santa Gerusalemme, con la Vergine Maria, Madre di Dio, con san Giuseppe, con tutti gli angeli e i santi.

Ti raccomando, fratello carissimo, a Dio onnipotente: ti affido a lui come a sua creatura, perché tu possa tornare al tuo creatore, che ti ha formato dalla polvere della terra.

Quando lascerai questa vita, ti venga incontro la Vergine Maria con gli angeli e i santi. Venga a liberarti Cristo Signore, che per te ha dato la sua vita; venga a liberarti Cristo Signore, che per te è morto sulla croce; ti accolga in paradiso Cristo Signore, Figlio del Dio vivo.

Egli, divino Pastore, ti riconosca tra le pecorelle del suo gregge, ti assolva tutti i tuoi peccati e ti riceva tra gli eletti nel suo regno. Mite e festoso, ti appaia il volto di Cristo e tu possa contemplarlo per tutti i secoli in eterno.

Amen.

Affidandolo alla Madonna:

Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve.
A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi.
E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Affidandolo ancora:

Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l’anima mia.
Gesù, Giuseppe e Maria, assistitemi nell’ultima mia agonia.
Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l’anima mia.

Quando è deceduto:

L’eterno riposo donagli (le) o Signore, e risplenda a lui (lei) la luce perpetua.
Riposi in pace. Amen.


QUANDO MUORE UNA PERSONA. COSA DEVO FARE?

Se il defunto muore in Ospedale o nella Casa per anziani: contatta il Cappellano tramite il personale medico.
Se il defunto muore a casa: Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) per l’ora del funerale.
Egli verrà a benedire la salma, dopo la morte. (i sacramenti si danno solo ai vivi).
Poi prega:

Dal Vangelo di Luca (23, 44-46)

Era verso mezzogiorno, quando il sole si eclissò e si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio. Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse: “Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito”. Detto questo spirò.

Dalla Prima lettera ai Corinti (15, 20-22.57)

Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti. Se a causa di un uomo venne la morte (Adamo), a causa di un uomo (Gesù) verrà la risurrezione dei morti; e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo… Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

 Per i cristiani, la morte è passaggio alla vita eterna; è l’ultimo sì al Padre che ci chiama a Lui; è il definitivo incontro con l’amore di Dio, che sulla terra abbiamo desiderato e vissuto. La morte è promessa di eternità, di pace, di gioia. Per questo, noi cristiani circondiamo i nostri cari di tanta attenzione e preghiera: un giorno altri faranno così con noi, ci aiuteranno a morire nel Signore, affidandoci a Lui.

Il Signore Gesù, ha saputo piangere accanto a chi era morto. Se piangi, significa che lo hai amato tanto. Se non puoi piangere per lui, almeno trattalo con rispetto. Così tratta con rispetto il dolore degli altri.

Davanti ad un corpo morto, la fede ci ricorda che l’anima del defunto ora vive in Dio, perché essa è immortale. Sappi dire a chi ti sta accanto una parola di conforto: non essere freddo. Non ti costa nulla, ma può dare forza a chi è nel dolore.

Le nostre attenzioni per i defunti

Quando il corpo del congiunto è composto nella bara, tra le mani, è bene collocare un segno della fede cristiana (una corona del Rosario, un crocifisso, o un’altra immagine del Signore). Altri segni, pur belli, non esprimono la grandezza della nostra fede cristiana, e dell’incontro con il Signore.

Nella camera preparata per la veglia al defunto, metti davanti alla bara un secchiello con l’acqua benedetta dai sacerdoti. Essa richiama il Sacramento del nostro Battesimo. Da quel giorno, il congiunto è divenuto cristiano, figlio di Dio, tempio dello Spirito Santo, ed è destinato alla vita eterna. L’aspersione del corpo del congiunto con l’acqua benedetta è, per noi cattolici, un richiamo a questa dignità che riconosciamo al nostro defunto.

La benedizione impartita dal Sacerdote o dal Diacono in obitorio, prima della chiusura della bara non è “la Celebrazione delle esequie cristiane” (cioè il funerale), ma l’ultimo saluto dei familiari, in presenza del corpo del defunto, prima del funerale.

 La morte, spesso vissuta dopo lungo periodo di sofferenza, è sempre momento drammatico e di solitudine. È anche un’occasione che riunisce i vivi attorno al proprio congiunto.

Come cristiani, siamo chiamati a non rimanere succubi della morte ma a dare speranza anche a questa pagina della nostra vita, chiedendo al Signore -risorto e vivente in eterno-, di darci luce e forza. Uniti a Lui in vita, vogliamo essere uniti con Lui anche nella morte, per vivere con Lui un giorno, la risurrezione promessa.

Cerchiamo di conservare un clima di silenzio e raccoglimento, attorno al defunto per permettere di vivere serenamente e nella fede cristiana questo triste evento.

Cristo risorto, conceda a tutti noi di apprendere dalla morte una rinnovata passione per il dono della nostra vita, assieme ad una nuova attenzione a coloro che soffrono.

Preghiere accanto al defunto

A Marta che dice del fratello Lazzaro: “So che risusciterà nell’ultimo giorno”, Cristo risponde: “Io sono la risurrezione e la vita… chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” (Gv 11, 24-26).

Ai tuoi fedeli, Signore, la vita non è tolta ma trasformata (Dalla Messa dei Defunti).

Accogli nel tuo regno i nostri fratelli defunti e tutti i giusti che, in pace con te, hanno lasciato questo mondo; concedi anche a noi di ritrovarci insieme, a godere della tua gloria, quando, asciugata ogni lacrima, i nostri occhi vedranno il tuo volto e noi saremo simili a te, e canteremo per sempre la tua lode, in Cristo nostro Signore, per mezzo del quale tu, o Dio, doni al mondo ogni bene. (Dalla Messa dei Defunti).

L’eterno riposo donagli (le), o Signore, e splenda a lui (lei) la luce perpetua.
Riposi in pace. Amen (Dalla Messa dei Defunti).

A Marta che dice del fratello Lazzaro: “So che risusciterà nell’ultimo giorno”, Cristo risponde: “Io sono la risurrezione e la vita… chiunque vive e crede in me, non morirà in eterno.” (Gv 11, 24-26).

Dal Vangelo di Giovanni (14, 1-6)

Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me. Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; quando sarò andato e vi avrò preparato un posto, ritornerò e vi prenderò con me, perché siate anche voi dove sono io. E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”. Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

O Dio, i cui giorni non conoscono tramonto e la cui misericordia è senza limiti, ricordaci quanto breve ed incerta è la nostra esistenza terrena. Il Tuo Spirito ci guidi nella santità e nella giustizia in tutti i giorni della nostra vita.

Sorretti dalla fede, confortati dalla speranza, uniti nella carità, possiamo giungere insieme con tutti i nostri defunti alla gioia della vita eterna. Amen (Dalla Messa dei Defunti).


PER IL SUFFRAGIO DEI DEFUNTI. COSA DEVO FARE?

Dal Vangelo di Luca (23, 50-54)

C’era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Si presentò a Pilato e chiese il corpo di Gesù. Lo calò dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo depose in una tomba scavata nella roccia, nella quale nessuno era stato ancora deposto.

Le S. Messe di suffragio e di ricordo

Quando muore una persona cara, un compagno di lavoro, un amico, non accontentarti di “fare le condoglianze”. Esiste un modo cristiano di partecipare al dolore: la preghiera, la partecipazione all’Eucaristia; in particolare, ricevendo la S. Comunione con l’intenzione di pregare per l’anima del defunto, invocando per lui dal Signore il dono del paradiso.

Se puoi, recita il Rosario nella casa del defunto o in chiesa. Partecipa alla S. Messa di suffragio; fà celebrare una S. Messa in suo ricordo nell’anniversario della morte. Questo è il “modo” più bello per ricordare i nostri defunti.

Con le preghiere di suffragio e con la nostra continua conversione, possiamo aiutare i defunti ancora bisognosi di purificazione. Per essi, preghiamo con tutta la Chiesa; per essi, celebriamo l’Eucaristia, sacrificio di Cristo che è morto perché avessimo la vita eterna; con essi, attendiamo il giorno in cui rivedremo il loro volto e quello del nostro Redentore.

 È antica e lodevole la consuetudine dei fedeli di chiedere al sacerdote di celebrare la S. Messa secondo le proprie intenzioni; normalmente per uno o più fedeli defunti (familiari, benefattori, sacerdoti, anime del Purgatorio), oppure, per i vivi (per ringraziamento, per i figli, per i malati, ecc…) facendo un’offerta. Nella nostra Arcidiocesi il Vescovo suggerisce di dare un’offerta di almeno 10 €, anche se i sacerdoti sono sempre disponibili a celebrarla, anche senza offerta quando la richiedono persone con poche possibilità economiche. Evidentemente non si tratta di “pagare” la S. Messa, che ha un valore infinito, ma di aiutare il sostentamento dei sacerdoti della parrocchia. Si possono prenotare in Canonica o nelle sagrestie.

Per far celebrare le Sante Messe di suffragio, nell’ottavo giorno della morte, nel trentesimo giorno della morte, e nell’anniversario:
contatta il Parroco (tel. 0432.84019, o il sagrestano.


QUANDO DESIDERO SPOSARMI. COSA DEVO FARE?

Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) per la tua preparazione al matrimonio.
Accordati per la data della celebrazione delle Nozze cristiane.
Chiedi quali sono i documenti necessari.


QUANDO VOGLIO ISCRIVERE MIO FIGLIO AL CATECHISMO. COSA DEVO FARE?

Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) o le Suore (tel. 334.8440553).

La preparazione cristiana non coincide con l’appartenenza alla classe scolastica. Non c’è un passaggio automatico da classe a classe come nella scuola.

Per la preparazione ai sacramenti è necessario un itinerario semplice, ma puntuale, per comprendere e vivere ciò che si è approfondito.

Il catechismo inizia a sei anni. E prevede questo percorso:

  • 6/7 anni: Conoscenza iniziale dei fondamenti del rapporto con Dio (la creazione; la preghiera; la comunità cristiana; la liturgia), attraverso il canto, le immagini, i racconti.
  • 7/8 anni: Conoscenza approfondita di Gesù; di alcuni episodi evangelici; delle preghiere della vita cristiana.
  • 8/9 anni: Preparazione al Sacramento della Confessione: senso del bene e del male; la coscienza cristiana; la valutazione del mio peccato; il rito della Riconciliazione; ecc.
  • 9/10 anni: Preparazione al Sacramento dell’Eucaristia: Gesù ci ha lasciato in dono un Segno grande del suo amore; la Messa; la partecipazione attiva alla Messa; la consapevolezza di ricevere un dono grande; la relazione con Gesù.
  • 10/11 anni: La vita cristiana nella partecipazione alla vita della Chiesa; la conoscenza approfondita dell’azione dello Spirito Santo nella mia vita e nella vita dei Santi.
  • 11/12 anni: La vita e la fede.
  • 12/13 anni: La vita e la fede.
  • 13/14 anni: La vita e la fede.
  • 14-16 anni: Due anni di preparazione alla Cresima: esperienze e approfondimento della fede in questa età della vita.
  • 17 anni: La Celebrazione del Sacramento della Confermazione

Il cammino di vita cristiana continua con la partecipazione attiva ai momenti specifici del gruppo giovani, della vita parrocchiale (celebrazioni incontri di preghiera; momenti lieti e tristi della comunità).


QUANDO VOGLIO AIUTARE LA MIA PARROCCHIA COME CATECHISTA.
COSA DEVO FARE?

Prendi consapevolezza che è un dono per te il poter approfondire la fede, e crescere nella fede assieme ai ragazzi o ai giovani.
Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) o le Suore (tel. 334.8440553).


QUANDO HO DIMENTICATO LE PREGHIERE CHE MI HANNO INSEGNATO.
COSA DEVO FARE?

Dalla Lettera ai Colossesi (3, 16)

La Parola di Dio dimori tra voi abbondantemente; ammaestratevi e ammonitevi con ogni sapienza, cantando a Dio di cuore e con gratitudine salmi, inni e cantici spirituali.

Ti adoro

(al mattino)
Ti adoro, mio Dio, e Ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fà che siano tutte secondo la Tua santa volontà e per la maggior Tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

(alla sera)
Ti adoro, mio Dio, e Ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Perdonami il male oggi commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettalo. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. La Tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

Atto di fede

Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo fermamente tutto quello che Tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in Te, unico e vero Dio in Tre Persone, uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. E credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a ciascuno secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede, voglio sempre vivere. Signore, accresci la mia fede. Amen.

Atto di speranza

Mio Dio, spero dalla Tua bontà, per le Tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno. Amen.

Atto di carità

Mio Dio, Ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor Tuo, amo il prossimo come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, che io Ti ami sempre più. Amen.

Atto di dolore

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più, perché ho offeso Te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo, con il Tuo santo aiuto, di non offenderTi mai più, e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami!

Oppure un’altra formula:

Padre Santo, come il figlio prodigo, mi rivolgo alla Tua misericordia: “Ho peccato contro di Te, non son più degno d’esser chiamato tuo figlio”. Cristo Gesù, Salvatore del mondo, che hai aperto al buon Ladrone le porte del Paradiso, ricordati di me nel Tuo regno. Spirito Santo, sorgente di pace e d’amore, fà che purificato da ogni colpa e riconciliato con il Padre, io cammini sempre come figlio della luce.

Padre nostro

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua Volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non c’indurre in tentazione, ma liberaci dal male. Amen.

Ave Maria

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Gloria al Padre

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo, come era nel principio, e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

Angelo di Dio

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodiscimi, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla Pietà celeste. Amen.

Salve Regina

Salve, o Regina, madre di misericordia; vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva: a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

Professione di fede

(Prima formula: il Credo “Niceno-costantinopolitano”)

Credo in un solo Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili ed invisibili. Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio, nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre, per mezzo di lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto. Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture, è salito al cielo, siede alla destra del Padre. E di nuovo verrà, nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine. Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita, e procede dal Padre e dal Figlio. Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato, e ha parlato per mezzo dei profeti. Credo la chiesa, una, santa, cattolica e apostolica. Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati. Aspetto la risurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen.

(Seconda proposta: Il “Simbolo Apostolico”)

Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese all’inferno; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la Santa Chiesa cattolica, la comunione dei Santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna. Amen.

Offerta quotidiana della giornata

Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del cuore immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno: in riparazione dei peccati, per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito santo, a gloria del divin Padre. In particolare, per le intenzioni affidate dal Papa, dai Vescovi e dai sacerdoti.


QUANDO HO QUALCHE NECESSITÀ ECONOMICA, FAMILIARE,
QUALCHE PROBLEMA. COSA DEVO FARE?

Per quanto sarà possibile, la Comunità parrocchiale ti sarà di aiuto, direttamente o indirettamente.
Contatta il Parroco (tel. 0432.84019) o le Suore (tel. 334.8440553).
Nelle nostre Comunità esiste la Caritas, che si fa voce della parrocchia verso le situazione di necessità. se vuoi, puoi collaborare anche tu.